Pensiero forte e pensiero digitale, comunicazione politica e cultura politica. Atreju 2015 chiama a raccolta non solo gli intellettuali d’area ma anche gli influencer della rete entrambi in grado di esprimere i valori della cultura di destra secondo forme di comunicazione diversa. E’ quanto è emerso  durante il dibattito ‘Di patria in figli: la ripartenza. Prove tecniche di trasmissione fra politica e cultura, alla ricerca di un terreno comune’,  introdotto da Adolfo Urso e
Andrea Delmastro. “Nessun intento egemonico- ha spiegato Delmastro- ma bisogno di ascolto e di un rapporto proficuo. Abbiamo assistito a una frattura tra pensiero e politica, vogliamo recuperare questo vuoto per dare un respiro lungo alla progettualità politica. L’intenzione è quella di programmare incontri con gli intellettuali d’area per fare un manifesto della destra. Non ci rivedremo alla prossima festa di Atreju ma subito dopo  la festa”. “Oggi- ha detto Adolfo Urso- la destra è molto più presente in Europa di quanto non lo fosse prima. Merkel e Le Pen, lo dimostrano, sono espressioni  partitiche diverse di  stessi valori: una espressione del popolarismo e l’altra del populismo”. L’assemblea ha ritenuto centrale come luogo d’incontro fra politica e cultura proprio la Fondazione di Alleanza nazionale, che tale deve rimanere, con il compito preciso di disegnare scenari futuri di una destra politica che rivendichi capacità di governo e di comprensione della complessità del reale e di organizzazione del futuro. In particolare,  gli intellettuali e gli influencer hanno  condiviso l’esigenza di assegnare alla Fondazione il compito di individuare giovani studiosi, conferendo delle borse di studio, in grado di analizzare il diritto internazionale in relazione ai trattati fondativi dell’Unione Europea per recuperare quote di sovranità
nazionale”. Contro la retorica dei ‘cervelli in fuga’,  ad Atreju sono presenti anche i cervelli che rientrano in Patria: giovani laureati e ricercatori anche di università straniera che si sono confrontati sul futuro culturale di una destra meritocratica e che crede nell’appartenenza nazionale. “La Fondazione- ha assicurato Delmastro-  sarà il luogo del  merito e della ricerca dove le intelligenze che credono e scommettono nell’Italia potranno tessere la grande narrazione di una destra giovane e di governo: quella di Giorgia Meloni. “L’unico assalto legittimo  alla Fondazione- ha concluso Delmastro – è quello delle idee: a noi non mancano”.