Atreju dalla parte dei bambini e della famiglia. Oggi nel corso dell’inaugurazione della 21edizione della kermesse è stato consegnato un riconoscimento all’Ospedale Fatebenefratelli di Roma. A ritirarlo, a nome del direttore generale del nosocomio capitolino, Stefano Michelini, è stato il direttore dell’Unità Operativa Complessa di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale (TIN), Luigi Orfeo.

Un riconoscimento per sottolineare l’impegno dell’Ospedale in questo settore così importante, che ha di recente inaugurato il nuovo reparto di Terapia Intensiva Neonatale. Il reparto, che assiste ogni anno circa 600 bambini, di cui 400 prematuri, primo nel Lazio accessibile ai genitori h 24, è stato rinnovato attorno alle esigenze della famiglia e del bambino, coniugando il massimo della tecnologia con il massimo dell’accoglienza. La nuova area di 500 mq, con 16 culle per il ricovero intensivo e 13 per il non intensivo, si presenta come un unico grande spazio aperto, con un sistema di monitoraggio centralizzato che favorisce un controllo più efficace dei piccoli da parte degli operatori sanitari e crea un ambiente più confortevole per la permanenza di mamme e papà.

In questo contesto, si inserisce una importante novità che rende la TIN dell’Isola una realtà unica in Italia: l’applicazione “Nicu”, un sistema video sicuro e protetto che consente ai genitori di poter vedere il loro bambino ricoverato ovunque ed in qualsiasi momento, anche da casa o dal lavoro. Su ogni incubatrice, infatti, è applicata una piccola videocamera wireless alla quale i familiari potranno collegarsi dai loro dispositivi mobili, previa registrazione con codice personale. L’accesso, monitorato in ogni momento dagli operatori sanitari, potrà essere esteso anche a nonni e parenti, che, su invito dei genitori, potranno condividere il collegamento attraverso un “link” a scadenza temporale (massimo 20 minuti), sempre nell’ottica di garantire la sicurezza e la protezione della privacy dei pazienti in culla.Tra gli altri interventi di alta tecnologia introdotti nella nuova TIN, l’installazione di un monitor centrale di controllo dei neonati, strumento essenziale per intervenire sulle minime variazione dei parametri vitali.

Il progetto si inserisce a pieno titolo nella plurisecolare tradizione di accoglienza dell’Ospedale, fiore all’occhiello per la ginecologia e l’ostetricia nel territorio, punto di riferimento per circa 4000 partorienti l’anno. Un progetto, quello della TIN, costruito all’insegna dell’eccellenza e dell’innovazione, per realizzare sempre più un modello assistenziale umanizzato, attorno ai bisogni dei piccoli pazienti e dei loro familiari, dove la persona è al centro delle cure nella sua totalità, in linea con quei valori di Ospitalità e Accoglienza che da oltre 500 anni caratterizzano l’opera portata avanti dall’Ordine Ospedaliero di san Giovanni di Dio.