“Le buone pratiche degli amministratori di Fratelli d’Italia” è il primo incontro della giornata di domenica 22 settembre, conclusiva di Atreju. I sindaci di FdI dei Comuni capoluogo dove governano si sono confrontati in un pubblico dibattito nel quale hanno espresso la propria visione dell’amministrazione e portato la loro esperienza a beneficio dell’uditorio, evidenziando soprattutto come i Comuni rappresentino non solo l’istituzione più vicina al popolo ma anche come Fratelli d’Italia, con i propri primi cittadini, abbia saputo e sappia incarnare la virtuosità patriottica dei governi locali.

Secondo Guido Castelliresponsabile nazionale Enti Locali di FdI, “la crescita esponenziale registrata da Fratelli d’Italia a livello amministrativo documenta la sempre maggiore credibilità della sua classe dirigente. Nei territori c’è una destra che sa governare e che, allo stesso tempo, nutre di ideali le comunità. Sindaci, assessori e presidenti di Provincia, insieme alle centinaia di consiglieri di FdI nei Comuni d’Italia, sono le avanguardie di un patriottismo municipale che saprà sostenere, dalle Alpi alla Sicilia, la sfida alle stelle lanciata da Giorgia Meloni”.

Per Paolo Truzzu, sindaco di Cagliari, “è prima di tutto necessario avere coraggio perché le grandi sfide sono realizzabili. Sono orgoglioso di governare la mia città perché sento di rappresentare la comunità politica nella quale sono cresciuto. Voglio una città pulita e sicura ma, in linea con la sfida alle stelle, lavoriamo per Cagliari leader in Europa e nel Mediterraneo, con un grande progetto infrastrutturale, innovativo e anche avveniristico”.

Marco Fioravanti, sindaco di Ascoli Piceno, punta l’indice sulla valorizzazione del territorio: “Stiamo sviluppando un piano di marketing per far rendere attrattiva la nostra città, il turismo, soprattutto dopo il dramma del terremoto, è lo strumento per ripopolare il territorio di giovani e per far sì che, dopo l’esplosione di Toscana e Umbria, sia possibile scoprire le bellezze delle Marche”.

Per Salvo Pogliese, sindaco di Catania, “i sindaci di Fratelli d’Italia sono il segno tangibile di una classe dirigente all’altezza del ruolo che ricoprono perché ci siamo formati alla politica sin dal nostro percorso giovanile. Siamo riusciti, per esempio, a far diventare Catania, dove ho raccolto un pesante dissesto finanziario provocato dal centrosinistra, la prima città in Italia che rilascia le concessioni edilizie in appena 24 ore”.

A parere del sindaco di PistoiaAlessandro Tomasi, “il saper governare bene, anche a livello locale, non è frutto della fase politica del momento ma di una lunga partecipazione alla vita democratica e amministrativa, anche dai banchi dell’opposizione. Prova ne è, come abbiamo fatto a Pistoia, l’istituzione di un bonus bebé di 1000 euro all’anno per tre anni per le famiglie montane e non solo da spendere nelle farmacie convenzionate”.

“Per essere sindaco – afferma Pierluigi Biondi, sindaco de l’Aquila – oggi bisogna essere dotati di sana follia, passione per la politica e amore per la propria terra. I sindaci sono, forse, l’ultimo baluardo di collegamento tra cittadini e istituzioni e quotidianamente toccano con mano le reali esigenze e le problematiche delle comunità che amministrano”.

Per Alessandro Ciriani, sindaco di Pordenone, “la buona amministrazione la si vede nel concreto delle azioni che un sindaco e una Giunta sono in grado di mettere in campo. Abbiamo introdotto il ‘quoziente Pordenone’ per agevolare le famiglie e stiamo lavorando sulla revisione del codice degli appalti, un sistema che spesso impedisce di poter sfruttare i fondi europei per realizzare progetti a causa della farraginosità della burocrazia”.

A tracciare le conclusioni dell’incontro è Marco Marsilio, presidente della Regione Abruzzo, pe il quale “la presenza di esponenti di Fdi nelle amministrazioni locali porta una nuova politica di confronto con i cittadini, che ogni giorno chiedono incontri per poter affrontare le problematiche del quotidiano. Essere in prima linea vuol dire saper offrire risposte concrete, a tutela di ciascuno, a tutela delle famiglie, ridando fiducia alle persone oneste, a chi non vuole continuare a subire soprusi. In Abruzzo l’attività proposta da Fratelli d’Italia ha visto tra i primi atti una legge che rimodula l’assegnazione delle case popolari, mettendo davanti a tutto l’onestà, l’obbligo di mandare i figli a scuola, il pagare le tasse. Diamo la precedenza ha chi crede e rispetta le istituzioni, che non commette reati. Un segnale per insegnare il rispetto della Nazione, per ridare a tutti l’orgoglio di essere Italiani”.