«Per noi è un grandissimo onore poter avere qui Thomas Evans e Kate James per consegnare loro il Premio Atreju»: con queste parole il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha accolto sul palco di Atreju i genitori del piccolo Alfie, il bambino inglese affetto da una grave malattia genetica sconosciuta e deceduto il 28 aprile 2018 presso l’Alder Hey di Liverpool. L’ingresso dei genitori di Alfie è stata accolto da un’ovazione del pubblico e da lunghi applausi. A partecipare alla premiazione anche il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, il presidente di Steadfast Onlus Emmanuele Di Leo e il capogruppo di FdI in Regione Sardegna Paolo Truzzu.

Nel corso del suo intervento, Thomas Evans ha ripercorso le tappe della lunga battaglia legale condotta per tentare di dare una speranza di vita al piccolo Alfie e non sono mancati i momenti di commozione. «Io e Kate ringraziamo di cuore Steadfast, Giorgia Meloni e tutti quanti hanno lottato con noi. Il popolo e il Governo italiano ci hanno dimostrato una vicinanza incredibile, che mai avremmo potuto immaginare», ha detto Thomas Evans ricordando la concessione della cittadinanza italiana al piccolo Alfie.
«Non potrò mai essere in grado – ha aggiunto Thomas – di spiegare a parole il dolore, l’angoscia, la paura che prova, ma posso dirvi che dentro di me e Kate la fiamma della fede e della speranza non si era mai spento io non so dove ho trovato la forza di continuare a urlare la mia rabbia, la mia indignazione, ma stringendo la mano di Kate andavo avanti senza sosta». «A breve nascerà la fondazione» in nome del piccolo Alfie, ha annunciato, per continuare «a lottare contro l’eutanasia. È nei nostri progetti presentare al Parlamento inglese una proposta di legge affinché cambino le cose. Alfie ci ha indicato la strada da seguire e noi non ci fermeremo».

Nel raccontare la vicenda di Alfie, ha detto il direttore di Avvenire Tarquinio, «c’è stata la solita cupola informativa che cancella o mistifica determinate notizie. Oggi Thomas ha fatto il cronista e sono ammirato dalla forza d’animo che ha avuto e con la quale ha ripercorso tutto quello che è successo». «Un ordinamento giuridico diventa civile quando è presidiato dal favor vitae. Se passa e si consolida invece il principio del favor mortis, tutte le norme andranno nella direzione sbagliata», ha aggiunto.

«L’Europa che sogno e che voglio costruire per i miei figli – ha sottolineato il presidente di Steadfast Onlus Emmanuele Di Leo – è una unione di Nazioni che cura i suoi bambini, che li protegge e che fa di tutto, come ha fatto l’Italia per il piccolo Alfie, per salvare la vita e la dignità di un suo figlio. In Italia si dovrà aprire un dibattito serio sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, che aprono spiragli in questo senso. Un’Europa che non fa due pesi e due misure, un’Europa aperta alla vita e alla giustizia che permette ai suoi cittadini di curarsi. Oggi da Atreju dobbiamo riaffermare che gli ospedali sono stati inventati per curare i malati e non per sopprimerli».